1. Obiettivo dell’Avviso
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Promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico) su impianti sportivi pubblici.
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Ridurre consumi energetici ed emissioni di gas serra.
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Favorire l’autoconsumo energetico e la decarbonizzazione del patrimonio pubblico.
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Contribuire agli obiettivi UE 2030 e 2050 (neutralità climatica).
2. Ambito di finanziamento
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Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027.
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Priorità 2 “Economia Verde”.
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Azione 2.2 – Sub-Azione 2.2.1.
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Settore: energia solare fotovoltaica.
3. Soggetti beneficiari
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Comuni della Regione Puglia.
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Devono essere proprietari di impianti sportivi pubblici:
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già esistenti;
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non asserviti a istituti scolastici;
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destinati prevalentemente a utenza regionale.
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4. Numero di proposte ammissibili
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Ogni Comune può presentare massimo 2 proposte progettuali.
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Ogni proposta riguarda un singolo impianto sportivo pubblico.
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Le proposte devono essere presentate separatamente.
5. Dotazione finanziaria e contributo
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Dotazione complessiva: € 12.400.000.
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Contributo:
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fino al 100% delle spese ammissibili;
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minimo progetto: € 200.000;
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massimo contributo: € 500.000 per proposta.
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Contributo non cumulabile con incentivi per energia condivisa (CACER).
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Possibile integrazione con risorse proprie del Comune.
6. Interventi finanziabili (obbligatori tutti)
Ogni progetto deve prevedere obbligatoriamente:
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Impianto fotovoltaico per autoconsumo.
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Sistema di accumulo dell’energia (batterie o altre tecnologie).
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Sistema di monitoraggio, backup e visualizzazione dei dati energetici.
Sono ammesse solo opere strettamente funzionali (pensiline, strutture di supporto), entro il 20% del costo totale.
7. Interventi non ammissibili
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Impianti off-grid (non collegati alla rete).
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Costruzione di nuovi edifici per ospitare gli impianti.
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Opere civili non direttamente funzionali.
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“Campi fotovoltaici” che alterano la destinazione d’uso delle aree.
8. Requisiti tecnici principali
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Impianti conformi alle norme CEI e collegati alla rete nazionale.
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Impianti nuovi o potenziamento di impianti esistenti.
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Dimensionamento coerente con il fabbisogno energetico dell’impianto sportivo.
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Registrazione dell’impianto nel sistema GAUDÌ (Terna).
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Sistemi di accumulo di nuova costruzione.
9. Monitoraggio e trasparenza
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Raccolta e archiviazione dati su:
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energia prodotta;
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energia consumata;
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CO₂ evitata.
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Trasmissione dati in tempo reale alla Piattaforma regionale.
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Installazione di un display informativo visibile al pubblico.
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Obbligo di funzionamento del sistema di monitoraggio per almeno 5 anni.
10. Documentazione tecnica richiesta
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Diagnosi energetica.
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APE ante operam e simulazione APE post operam.
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Verifica idoneità strutturale degli edifici/aree.
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Valutazione di conformità al principio DNSH (Allegato A3).
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Dichiarazione di assenza di Aiuti di Stato (Allegato A4).
11. Principio DNSH
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I progetti devono non arrecare danni significativi all’ambiente:
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clima;
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risorse idriche;
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economia circolare;
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biodiversità;
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prevenzione dell’inquinamento.
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12. Tempi e modalità di presentazione
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Domande presentabili:
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dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURP;
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entro le ore 12:00 del 30/06/2026.
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Presentazione esclusivamente online:
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piattaforma: https://smart.sistema.regione.puglia.it
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Necessari: SPID/CIE/CNS, PEC, firma digitale.
13. Tempi di realizzazione
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Spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2025.
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Progetto non deve essere già completato.
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Entrata in esercizio dell’impianto entro 180 giorni dal collaudo.
14. Vincoli post-finanziamento
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Per 5 anni dall’ultimazione:
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divieto di svolgere attività economiche rilevanti ai fini UE;
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obbligo di mantenere la destinazione d’uso.
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Inadempienze comportano revoca del contributo.
15. Carattere della misura
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Misura neutra rispetto alla parità di genere.
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Non configurabile come Aiuto di Stato.
1. Criticità amministrative e procedurali
1.1 Numero massimo di proposte
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Massimo 2 proposte per Comune.
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Le proposte presentate oltre la seconda sono automaticamente inammissibili.
Attenzione: l’ordine è cronologico di invio → errori o rinvii fanno perdere priorità.
1.2 Procedura “a sportello”
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Le domande sono finanziate in ordine di arrivo, fino a esaurimento fondi.
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Nessuna graduatoria comparativa complessiva.
Rischio: progetto valido ma escluso per esaurimento risorse.
1.3 Completezza documentale
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Anche una sola mancanza nella documentazione obbligatoria comporta inammissibilità.
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Le integrazioni non sono sempre garantite.
Critico: APE, Diagnosi energetica, DNSH, verifica strutturale.
2. Criticità economico-finanziarie
2.1 Importi rigidi
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Costo minimo progetto: € 200.000 → progetti sottodimensionati esclusi.
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Contributo massimo: € 500.000 → eventuali extra costi sono a carico del Comune.
2.2 Divieto di contributi parziali
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Se le risorse residue non coprono l’intero importo richiesto, il progetto non viene finanziato.
Attenzione: inserire margini prudenziali nella stima dei costi.
2.3 Incompatibilità con altri incentivi
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Non cumulabile con incentivi per energia condivisa (CACER/GSE).
Errore frequente: progettare pensando a futuri incentivi energetici.
3. Criticità tecniche di progetto
3.1 Obbligatorietà di tutti i componenti
Il progetto è inammissibile se manca anche uno solo di:
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impianto fotovoltaico;
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sistema di accumulo;
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sistema di monitoraggio + display + trasmissione dati regionale.
3.2 Dimensionamento errato dell’impianto
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Impianto sovradimensionato rispetto ai consumi → penalizzazione tecnica.
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Impianto sottodimensionato → punteggio basso su autoconsumo/autosufficienza.
Chiave: allineamento stretto con i consumi reali (ultimi 3 anni).
3.3 Edifici e strutture non idonei
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Obbligatoria la verifica strutturale di coperture e aree.
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Edifici con criticità statiche o vincoli non risolti → esclusione.
Attenzione: coperture datate, tensostrutture, tribune leggere.
4. Criticità energetiche e di punteggio tecnico
4.1 Autoconsumo come criterio dominante
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Il punteggio tecnico premia:
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energia autoconsumata;
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copertura dei fabbisogni.
Errore tipico: puntare solo alla potenza installata.
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4.2 Sistema di accumulo sottodimensionato
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Accumulo insufficiente → bassa percentuale di autoconsumo.
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Accumulo sovradimensionato → costi non giustificati.
Serve una simulazione energetica credibile e documentata.
5. Criticità DNSH e ambientali
5.1 DNSH non formale ma sostanziale
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La scheda DNSH deve essere coerente con il progetto.
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Valutazioni generiche o standardizzate → rischio rigetto.
Attenzione: fine vita moduli FV, rifiuti, impatti su suolo e biodiversità.
5.2 Conformità CAM e normativa ambientale
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Progettazione e lavori devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi.
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Prezzari e materiali devono essere coerenti.
Rischio: contestazioni in fase di controllo.
6. Criticità legate al monitoraggio e agli obblighi post-finanziamento
6.1 Obbligo di monitoraggio per 5 anni
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Sistema di monitoraggio e trasmissione dati:
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non disattivabile;
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non sostituibile con soluzioni semplificate.
Errore grave: sottovalutare costi di manutenzione e gestione.
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6.2 Display informativo obbligatorio
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Deve essere fisicamente installato e visibile al pubblico.
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Mancanza o disattivazione → contestazioni e possibile revoca.
7. Criticità giuridiche e di revoca
7.1 Attività economiche vietate
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Per 5 anni non possono svolgersi:
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attività economiche rilevanti;
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attività che alterano la concorrenza UE.
Rischio elevato: affidamenti a gestori privati con logiche commerciali.
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7.2 Stabilità dell’operazione
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Impianto, destinazione e proprietà devono restare immutati.
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Cessione, riconversione o dismissione anticipata → revoca totale.
8. Punti di attenzione strategici (best practice)
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Presentare il progetto il prima possibile.
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Usare dati di consumo certi e aggiornati.
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Coinvolgere fin da subito:
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tecnico energetico;
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strutturista;
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RUP e ufficio finanziario.
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Verificare prima:
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vincoli urbanistici;
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destinazione d’uso;
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gestione dell’impianto sportivo.
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