1. Criticità amministrative e procedurali
1.1 Numero massimo di proposte
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Massimo 2 proposte per Comune.
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Le proposte presentate oltre la seconda sono automaticamente inammissibili.
Attenzione: l’ordine è cronologico di invio → errori o rinvii fanno perdere priorità.
1.2 Procedura “a sportello”
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Le domande sono finanziate in ordine di arrivo, fino a esaurimento fondi.
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Nessuna graduatoria comparativa complessiva.
Rischio: progetto valido ma escluso per esaurimento risorse.
1.3 Completezza documentale
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Anche una sola mancanza nella documentazione obbligatoria comporta inammissibilità.
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Le integrazioni non sono sempre garantite.
Critico: APE, Diagnosi energetica, DNSH, verifica strutturale.
2. Criticità economico-finanziarie
2.1 Importi rigidi
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Costo minimo progetto: € 200.000 → progetti sottodimensionati esclusi.
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Contributo massimo: € 500.000 → eventuali extra costi sono a carico del Comune.
2.2 Divieto di contributi parziali
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Se le risorse residue non coprono l’intero importo richiesto, il progetto non viene finanziato.
Attenzione: inserire margini prudenziali nella stima dei costi.
2.3 Incompatibilità con altri incentivi
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Non cumulabile con incentivi per energia condivisa (CACER/GSE).
Errore frequente: progettare pensando a futuri incentivi energetici.
3. Criticità tecniche di progetto
3.1 Obbligatorietà di tutti i componenti
Il progetto è inammissibile se manca anche uno solo di:
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impianto fotovoltaico;
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sistema di accumulo;
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sistema di monitoraggio + display + trasmissione dati regionale.
3.2 Dimensionamento errato dell’impianto
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Impianto sovradimensionato rispetto ai consumi → penalizzazione tecnica.
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Impianto sottodimensionato → punteggio basso su autoconsumo/autosufficienza.
Chiave: allineamento stretto con i consumi reali (ultimi 3 anni).
3.3 Edifici e strutture non idonei
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Obbligatoria la verifica strutturale di coperture e aree.
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Edifici con criticità statiche o vincoli non risolti → esclusione.
Attenzione: coperture datate, tensostrutture, tribune leggere.
4. Criticità energetiche e di punteggio tecnico
4.1 Autoconsumo come criterio dominante
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Il punteggio tecnico premia:
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energia autoconsumata;
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copertura dei fabbisogni.
Errore tipico: puntare solo alla potenza installata.
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4.2 Sistema di accumulo sottodimensionato
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Accumulo insufficiente → bassa percentuale di autoconsumo.
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Accumulo sovradimensionato → costi non giustificati.
Serve una simulazione energetica credibile e documentata.
5. Criticità DNSH e ambientali
5.1 DNSH non formale ma sostanziale
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La scheda DNSH deve essere coerente con il progetto.
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Valutazioni generiche o standardizzate → rischio rigetto.
Attenzione: fine vita moduli FV, rifiuti, impatti su suolo e biodiversità.
5.2 Conformità CAM e normativa ambientale
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Progettazione e lavori devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi.
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Prezzari e materiali devono essere coerenti.
Rischio: contestazioni in fase di controllo.
6. Criticità legate al monitoraggio e agli obblighi post-finanziamento
6.1 Obbligo di monitoraggio per 5 anni
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Sistema di monitoraggio e trasmissione dati:
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non disattivabile;
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non sostituibile con soluzioni semplificate.
Errore grave: sottovalutare costi di manutenzione e gestione.
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6.2 Display informativo obbligatorio
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Deve essere fisicamente installato e visibile al pubblico.
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Mancanza o disattivazione → contestazioni e possibile revoca.
7. Criticità giuridiche e di revoca
7.1 Attività economiche vietate
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Per 5 anni non possono svolgersi:
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attività economiche rilevanti;
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attività che alterano la concorrenza UE.
Rischio elevato: affidamenti a gestori privati con logiche commerciali.
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7.2 Stabilità dell’operazione
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Impianto, destinazione e proprietà devono restare immutati.
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Cessione, riconversione o dismissione anticipata → revoca totale.
8. Punti di attenzione strategici (best practice)
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Presentare il progetto il prima possibile.
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Usare dati di consumo certi e aggiornati.
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Coinvolgere fin da subito:
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tecnico energetico;
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strutturista;
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RUP e ufficio finanziario.
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Verificare prima:
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vincoli urbanistici;
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destinazione d’uso;
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gestione dell’impianto sportivo.
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