Faggiano – Cripta di San Nicola

Data:
27 Luglio 2026

Ricostruzione virtuale della Cripta di San Nicola realizzato dall’Arch. Michelangelo Tria in collaborazione con il Comune di Faggiano

L’orientalista bibliotecario, Giuseppe GABRIELI, nel presentare il suo lavoro “l’inventario delle cripte eremitiche basiliane di Puglia” ai lavori del V Congresso Internazionale di Studi Bizantini, indetto a Roma nel 1936, partecipò ai convenuti che:

“… la studiosa Alba Medea ha realizzato il primo studio condotto in maniera organica su quei singolari monumenti della Puglia meridionale e delle limitrofe regioni di Basilicata e Calabria… nella quale la dottoressa Alba Medea ha registrato quanto in un mese intero di soggiorno sui luoghi, di ricerca e di esplorazione, di veramente intensa fatica e lavoro, ha osservato, misurato e venuto a sapere. Di ogni cripta da lei visitata ha dato una precisa e fedele descrizione, indicandone la denominazione, la località, lo stato attuale di proprietà, di custodia e d’uso a cui sia adibita, la misurazione planimetrica, la descrizione e interpretazione degli affreschi ed inscrizioni ancora visibili, spesso la pianta iconografica, e finalmente la bibliografia, con l’indicazione della iconografia fotografica, quando esista, e col suggerimento pratico di ciò che possa farsi per la riproduzione degli affreschi e la conservazione della cripta”


Nel mese di Giugno del 1932 la studiosa Alba Medea osservata la cripta di San Nicola di Faggiano, così si espresse:

“L’insieme degli affreschi fin qui osservati fa pensare che la decorazione della cripta sia stata eseguita in due diversi periodi successivi, ipotesi d’altra parte confermata dalla presenza di almeno due strati d’intonaco.
Probabilmente una prima doveva essere coeva al manufatto che risale con ogni probabilità all’XI secolo e sarà stata quella che ci è rilevata dall’intonaco affiorante qua e là sotto gli affreschi osservati sulla parete. Un’altra – che i rapporti con affreschi datati permettono di attribuire con ogni probabilità al XIII secolo, meglio che all’inizio del XVI – è quella che comprende le figure del vescovo, del S. Vincenzo, del S. Teodoro, del S. Elia, degli altri due santi di cui sussistono avanzi e probabilmente la scena del Battesimo, affreschi tutti che rivelano i medesimi caratteri stilistici ed epigrafici e nei quali, eccetto per il Battesimo, anche l’uguaglianza dei motivi decorativi che limitano i singoli riquadri e che ripetono sempre, soprattutto nella parte alta, delle strisce chiare decorate da piccole losanghe, fa pensare ad una decorazione d’insieme fatta d’un sol getto e con criterio unico per tutta la cripta.”

I documenti che si riferiscono alla Cripta sono quelli relativi alle diverse visite pastorali compiute dagli Arcivescovi di Taranto, i quali, per tentare di debellare il radicato rito Greco e introdurre quello della Chiesa Cattolica Romana, si portavano nei Casali del Tarentino: primo tra questi, Monsignor Lelio Brancaccio, nella sua visita al Casale di Faggiano avvenuta il 4 Maggio 1578.
Della suddetta visita furono redatti alcuni verbali, il contenuto dei quali si conoscerà solo dopo 209 anni, ossia nel 1787, allorquando il parroco di Faggiano Don Gaetano Fedele Calviello si adoperò per la traduzione.
Diverse furono le traversie e disavventure della Cripta: l’11 febbraio del 1676 l’Arcivescovo di Taranto, Tommaso Sarria, a seguito della sua visita, ne decretò la sospensione.
Nel 1713 Giovan Battista Stella, altro Arcivescovo di Taranto statui la interdizione.
Il Cav. Giacomo Arditi, storico Salentino, nel suo pregevole studio sulla “Corografia fisica e storica di Terra d’Otranto”, pubblicato nel 1879, nel delineare e trascrivere i dati di Faggiano indica, tra l’altro, la data del crollo della Cripta fissandola nell’anno 1858.

Nel 1926, l’11 Settembre, durante gli scavi di fondazione di una casa su una piccola superficie di terreno già di proprietà del Comune e venduta a un cittadino di Faggiano fu rinvenuta la Cripta.
Il Podestà Vittorio Lorenzo Arrigo BRUNDESINI si adoperò per la ristrutturazione della struttura e il restauro degli affreschi.
Stante il crollo del masso monolitico che costituiva la copertura della Cripta, la ristrutturazione fu operata con soletta e travi in cemento armato che si innestarono con il masso di copertura non crollato.

Padre Primaldo Coco, nel suo libro “Faggiano – Primo Casale Albanese del Tarentino” pubblicato nel 1828, riferendosi alle origini storiche di Faggiano, fra le altre cose, riporta la notizia che in quel momento la Cripta era interessata da un restauro. Dopo il restauro conclusosi nel 1929 la “grotta ipogea dei basiliani” tutta affrescata di Santi Greci è degna di grande considerazione.
Con il restauro e l’intervento di consolidamento, la Cripta registra un buono stato di conservazione, che durerà nei successivi dieci anni.

Nel 1932 la cripta viene esaminata da Alba MEDEA, la quale afferma:

«fra un centinaio di cripte reperite, visitate e studiate, solo 3 (tre) cripte sono state già restaurate e che pertanto offrono maggiore interesse: quella di Santa Croce ad Andria in provincia di Bari, quella di S. Maria in Poggiardo (Lecce) quella infine di S. Nicola a Faggiano (Taranto)».


Nel 1937 la Cripta subisce danni alle tegole, le piogge, l’assenza del manto stradale e le continue infiltrazioni di acque, nonché l’assenza di manutenzione degradano la struttura e inizia così il declino della Cripta.
Da tale anno si assiste a notevoli atti di inadempienza tra il Comune, il Regio Museo, il Regio Genio Civile addetto alle Opere Pubbliche , la Soprintendenza Regionale di Bari, il Ministero dell’Istruzione delle Antichità e
delle Belle Arti.

L’epilogo e il dissolvimento della Cripta avviene nel 1955, col distacco a massello degli affreschi superstiti dell’ipogeo di S. Nicola e il conseguente interramento dello stesso.

Gli affreschi di San Teodoro, di San Vincenzo, di San Giorgio e di Santo Stefano, magistralmente restaurati dalla
Soprintendenza sono collocati presso la Pinacoteca Metropolitana di Bari.

Elaborazione curata dal Sig. Nicola Vergine, autore del libro:
“Cripta di San Nicola – Cronaca di un doloroso esilio”

Pubblicato dal Comune di Faggiano nel Marzo 2019

Ultimo aggiornamento

5 Agosto 2026, 13:04