Il nome Faggiano è da ricondurre alla presenza, sul territorio, del faggio. Faggiano è conosciuto nell’ambito Jonico soprattutto per essere stato il casale albanese per eccellenza, nel quale confluirono consistenti unità migratorie greche e albanesi dalla seconda metà del ‘400 fin tutto il ‘500 e parte del ‘600.
Le Origini e la Storia
Un’origine di certo più antica si rileva nel periodo Angioino, vale a dire nel principato di Filippo I (IV genito di Carlo II – Napoli 10 nov 1278, ivi 26 dic. 1332), allorché il d’Angiò concesse agli abitanti di Faggiano lo stesso onere o peso fiscale dovuto dai Tarantini, cioè, non distinto, in quanto ritenuti “uomini e donne di Tarento”.
Nell’archivio storico dell’Arcidiocesi di Taranto è giacente la patentiglia con la quale l’Arciprete di Faggiano, il 16 Aprile 1557, ricevette il mandato di Vicario Generale per i Greci e gli albanesi di Puglia e d’Abruzzo. Faggiano, pertanto, divenne la capitale religiosa delle due regioni per ciò che attiene il rito Greco, per tutto il periodo intercorrente tra i primi decenni del ‘500 e la fine del ‘700, ciclo nel quale si avviò il rito latino.
Patrimonio Religioso e Culturale
Chiesa Matrice
Il 14 Maggio 1578 l’alto prelato Brancaccio, visitò la “Santa Maria di Faggiano”. Da alcuni documenti la struttura chiesastica, di fatto, risulterebbe “concepita” negli anni 20/30 del XV secolo. Oggi, la chiesa Matrice è dedicata a Maria Santissima Assunta e si presenta con la parte ornamentale della facciata settecentesca.
Chiesa del Carmine – Oratorio
L’edificio è in stile settecentesco, ristrutturato quasi interamente nel 1750. Non vi sono atti che testimoniano quanto restò dell’antica struttura. L’Oratorio-chiesa è rilevato nella visita pastorale del Domenicano Monsignor Tommaso II de Sarria, Vescovo di Taranto, dell’11 febbraio 1676. La Chiesa è a navata unica, con la prima volta del tutto affrescata (rappresentazione della Trinità).
Cripta di San Nicola
Definitivamente seppellita nel 1955, era un Eremo Monastico Basiliano dell’XI secolo, già Monumento Nazionale. La Cripta, ipogea, risaliva all’XI secolo, gli affreschi datati rimontano al XIII secolo. L’epilogo e il dissolvimento della Cripta avvenne nel 1955, previo distacco a massello di alcuni affreschi. Gli affreschi, magistralmente restaurati dalla Soprintendenza Regionale, si riferiscono a: «San Teodoro, San Vincenzo, San Giorgio e Santo Stefano». Sono esposti nella Pinacoteca Metropolitana di Bari.
La Frazione di San Crispieri
San Crispieri è un casale che rimonta ai primordi del XIII secolo. Fu infeudato ai Padri Basiliani che vi collocarono servi e censuali per i lavori necessari alle saline. Viene collocata, erroneamente, verso la metà del secolo XV, per opera di una colonia di Albanesi, venuta col condottiero Castriota nel 1461. È accertato, invece, che sotto il primo nome “Sanctorum Trium Puerorum” (i tre Santi Fanciulli) è molto più antico. Il palazzo fu realizzato dal marchese Visconti e risale quasi certamente alla fine del ‘500, completato nel secondo decennio del ‘600.
Santa Maria di Costantinopoli
L’Arcivescovo Lelio Brancaccio, giusta Sua Visita Pastorale a S. Crispieri del 5 maggio 1578, rilevò la presenza di una chiesetta intitolata a S. Giorgio. La Costantinopoli, da inoppugnabile documentazione, risulta realizzata nel 1601. Definito un importante Santuario Mariano si avviò il culto e la venerazione della Vergine di Costantinopoli noto in tutti i paesi circostanti che si portavano in pellegrinaggio il primo martedì di marzo. Dalle visite al Santuario, a fronte di un rescritto privilegio, si concedevano le indulgenze e le perdonanze. Oggi, la struttura chiesastica è abbandonata in uno stato di forte degradamento.
San Francesco di Paola
La chiesetta di San Francesco di Paola, giuste testimonianze rivenienti dalle Visite Pastorali succedutesi, si ritiene sia stata edificata fra il 1682 e il 1684. La chiesetta è l’attuale parrocchia ed ha ricevuto l’ingente patrimonio in arredi sacri e suppellettili dalla S. M. di Costantinopoli, compresa l’Immagine della Vergine. L’antica struttura doveva funzionare come cappella privata della famiglia Visconti.
Presepe Vivente di Faggiano
Il Presepe vivente è organizzato, tra le altre cose, dall’Associazione per le Tradizioni Popolari. La prima rappresentazione risale al 1992.
Si svolge nel periodo compreso tra il 24 Dicembre ed il 6 Gennaio in un suggestivo sito rupestre, posto in località denominata “Campana” a ridosso della collina definita “terrazzo marino del quaternario”. È un ambito che la natura, pare, abbia plasmato apposta per questa rappresentazione: grotte naturali e conformazioni rocciose contornano ed arricchiscono il presepio. I personaggi e la scenografia ricreata trovano la loro collocazione in funzione all’orografia del terreno. All’interno delle grotte e di tali manufatti oltre cento personaggi animano il presepe.
Premi nazionali, alte onorificenze, prestigiosi premi, sono stati conferiti al Presepe di Faggiano, guadagnando il titolo di Città del Presepe della Regione Puglia, gemellata con Betlemme e con il Comune di Greccio.
Unione dei Comuni Montedoro 
