Mimit: al via il bando ‘Investimenti sostenibili 4.0’ da 448 milioni

Data:
8 Giugno 2026

 


Decreto 18 marzo 2026 – Incentivi per investimenti innovativi e sostenibili delle PMI nelle Regioni meno sviluppate

1. Finalità del decreto

Il decreto istituisce un nuovo intervento agevolativo destinato alle PMI localizzate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna) per:

  • sostenere investimenti innovativi e sostenibili;
  • favorire la transizione digitale e tecnologica (piano Transizione 4.0);
  • promuovere efficienza energetica, economia circolare e contributi agli obiettivi climatici UE;
  • rafforzare la competitività e la crescita sostenibile delle imprese.

Il decreto si colloca nell’ambito del PN RIC 2021–2027, azione 1.3.2 “Sviluppo delle PMI e nuova imprenditorialità”.


2. Risorse disponibili

Le risorse complessive ammontano a € 447.595.808,76, provenienti da:

  • economie di precedenti interventi del PN RIC: € 81,6 mln;
  • restituzione di finanziamenti agevolati 2007–2020: € 223,3 mln;
  • restituzione sovvenzioni parzialmente rimborsabili: € 0,56 mln;
  • interessi fondi rotativi: € 6,95 mln;
  • economie azione STEP: € 135,1 mln.

→ Il 25% delle risorse è riservato a micro e piccole imprese.


3. Soggetti beneficiari

Possono accedere solo le PMI che:

  • sono attive e iscritte al Registro imprese;
  • hanno almeno due bilanci o due dichiarazioni dei redditi;
  • sono in regola con DURC, normativa ambientale, edilizia, sicurezza;
  • non sono in liquidazione o in procedure concorsuali;
  • non hanno effettuato delocalizzazioni negli ultimi 2 anni;
  • hanno adempiuto all’obbligo di assicurazione contro rischi catastrofali (L. 213/2023).

Sono escluse le imprese con:

  • interdittive antimafia,
  • condanne dei rappresentanti,
  • DURC irregolare,
  • violazioni dell’obbligo assicurativo,
  • cause ostative previste dalla normativa.

4. Programmi di investimento ammissibili

I programmi devono:

  • essere innovativi, sostenibili e coerenti con Transizione 4.0;
  • utilizzare tecnologie dell’Allegato 1 (IoT, AI, robotica, cloud, cybersecurity, ecc.);
  • avere spese tra € 750.000 e € 5.000.000;
  • essere realizzati in una unità produttiva nelle Regioni meno sviluppate;
  • essere avviati dopo la domanda;
  • concludersi entro 18 mesi (proroga max 6 mesi).

Tre linee di azione:

  1. Produzione sostenibile ed economia circolare
    (soluzioni Allegato 2)
  2. Efficienza energetica
    (misure Allegato 3, risparmio ≥ 5%)
  3. Sviluppo attività PMI e trasformazione digitale

Sono esclusi i settori vietati dal Regolamento GBER e dal Reg. UE 1058/2021 (Allegato 6).


5. Spese ammissibili

Sono ammesse spese per:

  • macchinari, impianti, attrezzature nuovi;
  • opere murarie (max 40%);
  • software e licenze collegati ai beni;
  • certificazioni ambientali;
  • consulenze specialistiche (max 5%) e diagnosi energetiche (max 3%).

Non sono ammesse spese per:

  • beni usati,
  • leasing,
  • terreni e fabbricati,
  • scorte e funzionamento,
  • formazione,
  • mezzi di trasporto,
  • titoli < € 500.

6. Forma e intensità delle agevolazioni

Le agevolazioni sono composte da:

  • 35% contributo a fondo perduto (conto impianti)
  • 40% finanziamento agevolato (tasso 0, durata max 7 anni)

→ Copertura massima: 75% delle spese ammissibili
→  L’impresa deve garantire almeno 25% di mezzi propri o finanziamento non agevolato.

Non è ammesso il cumulo con altri aiuti sugli stessi costi (salvo benefici fiscali/garanzie).


7. Procedura di accesso

  • Sportello a domanda (procedura valutativa).
  • Presentazione solo telematica tramite Invitalia.
  • Ogni impresa può presentare una sola domanda.
  • Valutazione basata su criteri dell’Allegato 5:
    • solidità finanziaria,
    • qualità del progetto,
    • sostenibilità ambientale,
    • eventuale rating di legalità o certificazione parità di genere (punteggio premiale).

In caso di esaurimento risorse, si forma una graduatoria.


8. Erogazione

  • Massimo 3 SAL.
  • Possibile uso di conto corrente vincolato.
  • Ultima richiesta entro 90 giorni dall’ultimazione.
  • I beni devono essere installati entro:
    • 60 giorni (conto vincolato),
    • alla data della richiesta (conto ordinario).

9. Obblighi dei beneficiari

Le imprese devono:

  • mantenere i beni per 3 anni nella regione;
  • conservare documenti per 10 anni;
  • garantire tracciabilità dei pagamenti;
  • rispettare DNSH, norme UE e nazionali;
  • attivare il codice ATECO coerente entro 60 giorni dal saldo.

10. Revoche

Revoca totale in caso di:

  • mancato rispetto requisiti,
  • mancata realizzazione del progetto,
  • mancata attivazione ATECO,
  • delocalizzazione,
  • irregolarità antimafia,
  • DURC irregolare non sanabile,
  • mancata richiesta di saldo.

Revoca parziale in caso di:

  • mancato mantenimento beni,
  • modifiche sostanziali,
  • realizzazione parziale,
  • cumulo vietato,
  • mancato rimborso finanziamento.

In sintesi

Il decreto finanzia con 447,6 milioni di euro investimenti innovativi, digitali e sostenibili delle PMI del Sud, con un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, privilegiando progetti con forte impatto ambientale ed energetico.

Ultimo aggiornamento

8 Giugno 2026, 13:12